SPETTACOLO IN PROGRAMMA

 Domenica 11 settembre 2016

ORE 21.30 – Teatro [PALCO A]

GIOVANNI SCIFONI

SANTO PIACERE
di e con Giovanni Scifoni

Dio è contento quando proviamo piacere? In paradiso si gode? O ci si annoia?

Un’orrenda puzza si diffonde in platea tra il pubblico. Nel buio la voce di un vecchio demonio: Berlicche. Sta svelando al giovane e inesperto nipote i primi rudimenti della sottile arte della concupiscenza: “tu vuoi tentare l’uomo con il piacere? Come sei ingenuo. I piaceri li ha inventati Lui, mica noi. Il nostro Nemico ha riempito il suo mondo di piaceri, noi non dobbiamo occuparci del piacere, ma solo del desiderio. Quando il piacere arriva, il peccato, che è la sola cosa che ci interessa, è già bello che finito, Il piacere è la parte del processo che ci dispiace e che escluderemmo se lo potessimo senza perdere il peccato. È la parte offerta dal Nemico”

Da anni Scifoni si diverte a pungolare il pubblico con i suoi monologhi comico-escatologici. Tortura se stesso e gli altri con le domande che chiunque si è posto almeno una volta nella vita. Tenta ora l’impresa impossibile: raccontare il matrimonio tra fede e godimento.

Una suora vecchissima legge commossa il Cantico dei Cantici, nel frattempo il palcoscenico viene invaso da personaggi controversi e paradossali: Santa Teresa d’Avila e l’erotismo mistico, Origene d’Alessandria che si evira per sfuggire all’irresistibile tentazione, due giovani sposi che pregano insieme prima di fare l’amore.

Mettere limiti al piacere rovina il piacere, ma il piacere senza limiti è mostruoso, doloroso. E se il piacere fosse legato proprio al suo limite? Non esiste dichiarazione più romantica di questa: mi piaci così come sei.

Alcuni brani di SANTO PIACERE sono stati eseguiti in anteprima nel programma “Beati voi” di Alessandro Sortino

Di seguito due estratti dai precedenti spettacoli di Giovanni Scifoni

 

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO GUAI A VOI RICCHI

 

RASSEGNA STAMPA:

Il Sole 24 ore

Renato Palazzi

“Sorprendente. Scifoni inventa un estroso racconto satirico. Ma quando passa a toni più commossi dimostra un autentico talento nel far coesistere senza scosse questi due livelli”

L’Unità

Rossella Battisti

“Un testo ironico e denso, una partitura avvincente, e nonostante si concentri su tematiche dello spirito riesce a fare cassa di risonanza per domande e riflessioni che ci riguardano tutti, e da vicino. (…) È bravo Scifoni, coinvolgente, non chiude la parabola ma la lascia aperta. Si esce con un sorriso e qualche domanda in più nella mente”

 

L’Avvenire

Domenico Rigotti

“Un monologo che trafigge la coscienza. Un racconto di crisi umane, paradossali, che costringono a laceranti, scandalose domande. (…) Con foga giovanile, scatti ribelli,  grande capacità comunicativa ed energia mai al risparmio, Scifoni aggancia dal primo istante il pubblico”

Il Riformista

Francesco Longo

“Devozione popolare e alta teologia, Amleto e gli ovetti Kinder, aneddoti privati e film di Bergman, sono tutto ciò che serve a Scifoni per schiudere il senso delle ultime sette parole di Cristo. Ogni sera quando Scifoni accende le candele sul palco si riaccende il mistero del teatro. Tutto è incompiuto, ma questa liturgia laica è geniale. E se il pubblico vorrà lui procederà, nei secoli dei secoli amen.

Il Giornale

Francesco Sala

“La speranza l’attore Scifoni la intravede nella fede. E il suo è uno spettacolo sentito. Il sorriso dell’interprete ci piace e non manca mai di accompagnarci. Ricorda la genuina solarità del Don Camillo di Fernandel e il beffardo ghigno di Nanni Moretti ne la messa è finita”

Contatti: tel. 349 7638791

e-mail ottavoatto@gmail.com

Pagina facebook Ottavo Atto

Ingresso libero e gratuito

Note: Accessibile ai disabili

Annunci